sabato 28 febbraio 2009

Ancora un pareggio per il Banco!

Partita importante per tutte e due le compagini oggi a Castelluccio all'insolito orario delle 14!

Orario insolito... il Banco infatti per buona parte del primo tempo è assente e lascia completa iniziativa ad un ottimo Castelnuovo.

Rientro in campo oggi per il portiere Rallino e per il capitano Terry, per tutti e due possiamo parlare di una ottima prestazione. Un saluto e un grande in bocca al lupo a Ricciardi infortunato e probabilmente per lui si parla di campionato finito!

Il secondo tempo parte diversamente e il Banco prova subito ad essere pericoloso... ma l'ennesima espulsione del giovane Puleri ci lascia in 10 all'ottavo minuto (32+5 di recupero in inferiorità numerica).

Il Banco soffre ma continua a giocare e a lottare (non facendo pesare l'inferiorità numerica) creandosi anche qualche ottima occasione, l'ultima praticamente sul finale con parata del portiere avversario.

Un punto importante e un rammarico per tutte e due le ottime squadre viste in campo!

Al termine della partita ci sono state molte discussioni (inutili e poco edificanti!), ma ora possiamo svelarvi il retroscena... tutti volevano la felpa del Presidente, che solo grazie alla sua proverbiale calma è riuscito a resistere all'assalto!



Scherzi a parte...
 il Banco saluta con rispetto tutti i suoi avversari e
forza ragazzi
massimo rispetto!

6 commenti:

Presidente ha detto...

Unti dal Signore, matti da legare e calma olimpica.
Succede anche che un sabato di primavera, con il sole che scalda le budella intorpidite da troppo inverno, durante una nostra partita ci si prenda poco sul serio e finalmente si riesca a ridere di una battuta fatta proprio per riderci su. Poi succede che giochi con una squadra unta dal signore e tutto assume toni differenti. Succede che loro sanno leggere nel futuro e capiscono le intenzioni di chi li affronta. Sanno davvero tutto. Sanno che li prenderai per il culo, sanno che noi sappiamo che quello è il fratello di quell'altro che è l'amico di un altro che a sua volta è fratello di uno che non è potuto venire, ma se c'era l'avrebbe saputo anche lui che noi si sapeva un sacco di cose. Poi ancora succede quella cosa che in sociologia è ampiamente discussa e risolta, della facile diffusione, nella massa urlante, di convinzioni prive di qualsiasi fondamento. E da quel momento in poi la moltitudine che è per eccellenza caprona e poco cerebrale, assume come vero ciò che da un'osservazione più comoda appare totalmente castrona. La lotta all'untore inizia. Così capita che rientrare negli spogliatoi significhi intraprendere una specie di viaggio nell'Ade di Odisseo che vede sfilare uno a uno effigi altrimenti invisibili fuori da quel mondo. Tentare di parlare con loro è pregio degli dei e infatti quelli son sordi e muti. Le loro facce si trasfigurano urlando immani concetti che tu non comprendi perché elaborati in contesti alieni e distanti. Ma insistono. Allora la calma olimpica che sempre mi ha accompagnato in questi 20 anni di banco (Voi siete tutti testimoni) mi fa riflettere mentre sento i rimbombi lontani delle Vestali indomite per il loro dolore a comando. Io so di non sapere. Questo ho pensato. Che fortuna, mi son detto, per questi Diavoli accusatori, sapere così tante cose, conoscere l'anima di chi gli si fa incontro, saperne interpretare gli alti e i bassi, le tormentate estasi come le gioie franche. Infine ho riso di tutta quella scena. O ci ridi o pensi che la relatività del mondo non passa dalla formula di Einstein (Albert Einstein - Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955 - è stato un fisico tedesco naturalizzato svizzero, e in seguito statunitense), ma dal campo di Castelluccio. Con buona pace per l'onestà intellettuale e il coraggio di affrontare la propria immagine riflessa nell'iride di chi ti sta di fronte che tu pensi essere chi non è. Zero a zero e tutti incontro a me. Il grande Lucio diceva: quel che brucia non son le offese. Perfetto, come sempre.

Anonimo ha detto...

Il fatto che tu abbia elugubrato un tal pensiero mi fa pensare che le offese ti sono bruciate eccome.
D'altronde il tuo comportamento è tipico di quello che lancia il sasso e nasconde la mano.
Facile stare in panchina offendere e minacciare senza correre il rischio di essere affrontanto.
Ancor più facile, per te, una volta affrontato a viso aperto, negare di aver proferito quelle belle parole.
Comunque queste sono chiacchiere per chi non gioca, quindi, onore a tutti i GIOCATORI (di entrambe le squadre) che sono scesi in campo.
Partita corretta ed equilibrata.
Forza Banco e Forza Castelnuovo

Anonimo ha detto...

"Facile stare in panchina offendere e minacciare senza correre il rischio di essere affrontanto"

caro anonimo... smetti di scrivere queste cazzate!

Anonimo ha detto...

0-0!!! era dalla prima di campionato che non succedeva!!

Anonimo ha detto...

"Facile stare in panchina offendere e minacciare senza correre il rischio di essere affrontanto"

caro anonimo... smetti di scrivere queste cazzate!

1 marzo 2009 19.47

Perchè alzare i toni di fronte ad un commento che non mi pare offensivo e tanto meno maleducato??

Non è forse vero che chi è in campo se fa o dice qualcosa ritenuto di troppo possa essere affrontato, a palla più o meno vicina, nell'ambito del gioco?
Se l'opinione fosse non condivisa potresti dirlo con educazione, pacatamente, anche con sfoggio di eloquio forbito come ha fatto il Presidente.
Relax...Take it easy!!!

Marco Severi

Anonimo ha detto...

il presidente ha detto
caro anonimo chi nasconde la mano è chi non si firma e chi non si fa riconoscere. sono d'accordo con te: facile offendere... ecc... infatti io non ho offeso nessuno dei giocatori in campo. non lo scordare. il resto lo ha fatto la fantasia e una trama troppo complicata perché tutti la potessero capire. un nostro vecchio mister diceva: chi sà, sà. e chi non sà non sà: e qui parecchi non sanno. Caro anonimo, sapere di non sapere è già molto. non accontentarti di così poco. le apparenze a volta sono diverse dalla realtà. poi tu parli di affrontare le persone: di questo non parlo. voi siete stati maestri nel farlo a fine partita. ribadisco: quel che brucia non son le offese. onore ai giocatori, ma non al vostro straordinario coraggio di fine gara. di questo spero te ne sia reso conto anche te.
firmato il presidente


Il primo Banco Latino